Il Polesine degli studiosi – Presentazione di volume

 

Giovedì 11 novembre 2021 – Ore 16,30

Il Polesine degli studiosi

Presso l’Archivio di Stato verrà presentato il volume “Il Polesine degli studiosi” di Pier Luigi Bagatin. Interverranno Antonio Lodo, che presenterà il volume, e Pier Luigi Bagatin, autore dell’opera.

Ventesimo volume delle Policinenses, il libro “scandaglia i decenni più recenti degli studi e della pubblicistica sul Polesine, facendo lievitare tra 1951 e 2020 filze di centinaia di notizie bibliografiche. La “madre” di tutte le rotte rivelò la terra di Alberto Mario, di Nicola Badaloni e di Giacomo Matteotti agli occhi dell’Italia e di un po’ di mondo internazionale. Poi vennero i difficili anni ’50, con il problema della subsidenza causata dalle estrazioni metanifere, la lenta ripresa degli anni Sessanta-Settanta (con la dolorosa emorragia emigratoria verso i centri del triangolo industriale), l’emergere della questione ambientale e l’affermarsi della splendida unicità naturale del Delta del Po, che portò all’istituzione del parco nel 1997, la crescita degli istituti culturali, la fondazione o l’ampliamento di biblioteche e di musei (questi ultimi grazie anche alle notevoli scoperte archeologiche del periodo protostorico, veneto, estrusco, greco, romano).

L’ampia produzione editoriale degli studiosi consente di seguire lo svolgimento di molteplici linee tematiche. Le coordinate principali restano le peculiarità della storia di questo budello di Padania tra Adige e Po: lo strapotere dei due più grandi fiumi d’Italia, la sudditanza ora all’una ora all’altra delle potenti città vicine, la cultura composita, che si imprime sulla vita degli amministrati, scandisce la tipologia di chiese case e palazzi, ispira lo stile dei dipinti e della statuaria.

L’identità polesana è plurima. È terra di confine, anzi di più confini. Una ragnatela di distinzioni policentriche e centrifughe è scritta nei cromosomi della cultura polesana, nelle tradizioni, nei dialetti, nella toponomastica, nell’arte tra l’Adige e il Po. Filoni culturali diversi l’un l’altro, che contornano poteri civili e militari in lotta per il predominio nelle campagne polesane. Ma anche orizzonti intellettuali sulla cui lunghezza d’onda cercano di sintonizzarsi gli spiriti più solidi della provincia. Il volgere dei secoli fa emergere esperienze, sogni e limiti di una storia che non va enfatizzata, sottovalutata, o peggio irrisa. Va decodificata e rispettata. Rimanda a valori forti quali quelli della solidarietà, della fiducia, della condivisione, della difesa della terra. Sono l’unico portolano che sgrana le tappe di ieri e può suggerire gli sbarchi di domani. Rappresenta nella sua intimità più genuina e forte l’unica fonte di relazioni esterne senza complessi, solo che si materializzino negli spiriti dei polesani fiducia, voglia di investire, tenacia di fare”

 

05. novembre 2021 by archiviostato
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