Presentazione

Istituita formalmente solo nel 1967, la Biblioteca Comunale di Adria comincia ad assumere una propria fisionomia già nei primi anni del ’900, in particolare all’indomani dell’acquisizione da parte del Comune del Museo, con annessi Biblioteca e Archivio, della famiglia Bocchi, anche se in realtà la prima donazione libraria a favore della città risale al 1857 quando viene formalizzata la volontà di Carlo Penolazzi, adriese consigliere della Corte d’Appello di Venezia, di «offrire in dono» la sua libreria la cui custodia doveva essere affidata «al Vescovile Ginnasio della Città, affinché la Gioventù che si dedica allo studio, ed ogni altro Cittadino possano trarne profitto».
Nel 1934 la biblioteca comunale, annessa al Museo civico, trova sede nel palazzo donato alla città dalla famiglia Cordella: qui si riuniscono il legato dell’avv. Francesco Bottoni, che a fine ’800 aveva lasciato alla città la sua biblioteca composta da circa un migliaio di volumi molti dei quali in lingua francese, la Biblioteca Popolare Circolante, sorta già nel 1900, e la biblioteca con l’archivio della famiglia Bocchi. Nello stesso anno arrivano anche libri sino ad allora conservati presso il Liceo “Carlo Bocchi”, che era andato riunendo nel tempo varie raccolte private tra le quali, oltre alla già ricordata biblioteca del Penolazzi, quelle di Carlo Bocchi e Francesco De Lardi.
La Biblioteca comunale attualmente conta un patrimonio di circa 35.000 volumi, di cui 6.000 circa costituenti fondo storico con edizioni che vanno dal XV secolo alla fine del XIX.

In particolare si segnala la presenza della Sezione locale, con pubblicazioni relative ad Adria e al Polesine, e della Mia’s Library (sezione di libri in lingua originale, per lo più inglese). Nel 2011 è iniziata anche la raccolta di audiolibri, al momento composta da circa un centinaio di documenti. E’ inoltre stata completata la catalogazione della donazione “Luciano Sandro Ferrarese”, costituita da ca. 900 volumi relativi alla storia, soprattutto militare, della Prima e Seconda Guerra mondiale. Il fondo antico, comprendente anche incunaboli e cinquecentine e costituito da circa 6.000 volumi, è consultabile per motivi di studio con apposita richiesta.